Se andate alla ricerca di un tesoro sepolto potreste trovarlo alla Darsena Borghese.
Per la precisione è sotto al secondo pilone dalla parte della città: dentro una teca in pietra d’Istria è collocata una targa in piombo su cui sono incisi i notabili coinvolti nella costruzione del porto e alcune monete preziose commemorative dell’evento.
La struttura con logge, in seguito murate, fu progettata dall’architetto Girolamo Rainaldi e realizzata nel 1613; gli stemmi e l’iscrizione sulla facciata rimandano al pontefice dell’epoca Paolo V Borghese che concedette l’avvio del progetto ma senza sovvenzionarne le spese come avrebbero desiderato i cittadini fanesi.
Come ogni porto canale anche quello di Fano dalla sua costruzione ha sofferto il problema degli interramenti, nel corso dei secoli si sono succeduti continui progetti e opere di miglioria che hanno solo mitigato la situazione.
L’intervento più imponente che ha trasformato anche la struttura urbana di Fano è stata la realizzazione del Canale Albani: l’acqua prelevata dal fiume Metauro dopo dieci chilometri di percorso viene convogliata verso la Liscia, un salto artificiale costruito per far acquisire velocità al flusso in modo da favorire la rimozione di fanghi sul fondale.
In passato, un corso del canale si sviluppava dal “ponte storto” ed entrava in città in modo da avere acqua a sufficienza per alimentare le fontane, i lavatoi, le filande e i mulini del centro storico.
Prospetto della Loggia Borghese e del Ponte Astalli, 1744 – Gianfrancesco Buonamici Sezione altimetrica della Darsena, XVII sec. – Vincenzo Nolfi Pianta del territorio di Fano, 1685 – Cornelis Meijer
Progetto per Vallato del Porto, 1718/1725 – Pietro Paolo GabusPianta prospettica di Fano, 1704 – Giovanni Jansonius Bleau Veduta della Liscia con il ponte Astalli e le logge della Darsena Borghese, 1900/1910 – Gaetano Baviera Cascata della Liscia, fine ‘800 Donna alla fontana in prossimità dell’Arco di Augusto, 1900/1910 – Gaetano Baviera